06.07.2017

Il talento nell’Interior Design

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Interior design significa trasformare gli spazi, siano essi una casa privata o uno spazio commerciale, allo scopo di renderli il più adatti possibili al loro fruitore. Un progetto di interni di qualità riesce a rendere pienamente funzionale, piacevole alla vista e al tatto, sano e sicuro un ambiente, possibilmente nel rispetto dell’ecosistema, anticipando quelle che sono le esigenze del cliente. 

Il talento di un interior designer si riconosce nel saper progettare uno spazio che sappia realizzare al meglio i desideri dell’utente finale e rispecchi i suoi gusti nella scelta dei materiali, dei colori e nella disposizione dei mobili. Caratteristiche che richiedono molte qualità come la creatività, la sensibilità estetica, oltre che la preparazione tecnica e la conoscenza delle ultime tendenze del settore. 

In un’era sovraccarica di tecnologia come quella contemporanea, un progetto di ristrutturazione o restyling di uno spazio deve tenere conto della necessità di creare un ambiente stress-free in quanto sempre più gli spazi indoor diventano sinonimo di rifugio dai problemi del mondo esterno. La nuova tendenza è infatti quella di “nascondere” gli oggetti tecnologici per far posto a creazioni artigianali di qualità che infondono sensazioni di benessere. Anche per i materiali sono oggi richiesti comfort e artigianalità, preferendo quelli naturali, dal legno ai tessuti di fibre organiche. Come nella moda, anche nell’interior si è fatta largo la tendenza “mix & match” per cui un interior designer di talento deve essere in grado di mischiare oggetti ed arredi di diverso stile, epoca e cultura per raggiungere un risultato “timeless” e contemporaneo allo stesso tempo. 

La figura dell’interior designer deve quindi saper dosare una grande preparazione tecnica a doti di empatia ed intelligenza sociale per coniugare l’impatto estetico di uno spazio con le sue performance, riuscendo nella difficile impresa di abbracciare i trend del momento senza però venir meno all’imprescindibile durata della sua “creazione” nel tempo, fattore chiave che da sempre distingue un’opera di pregio da un progetto mediocre.