22.01.2018

Come conquistare i visitatori di mostre e musei con l’allestimento

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Musei e mostre stanno diventando sempre più coinvolgenti, un trend molto apprezzato dal consumatore finale come confermano le ultime statistiche che ci parlano di un crescente successo di pubblico. Anche se questa tematica sembra interessare principalmente l’integrazione tra percorsi museali tradizionali e servizi high-tech come multimedialità, la creazione di video-giochi immersivi e la realtà aumentata, sono molti altri i settori interessati dalla recente ondata di “innovazione”, soprattutto in tema di allestimento.

Tra gli esempi di successo, si può sicuramente citare la riorganizzazione dello storytelling delle opere esposte in una direzione maggiormente targetizzata ed emozionale. L’Accademia di Brera a Milano, per esempio, ha ridisegnato le didascalie delle opere offrendo diverse letture a seconda del target, ovvero esperti, famiglie e ragazzi, e ha lanciato dei tour “esperienziali” che comprendono le visite (e quindi l’allestimento) anche di depositi e laboratori di restauro; iniziative che hanno registrato un grande successo.
Un altro trend sembra essere quello di porre i musei al centro di progetti di integrazione sociale volti a creare valore per il territorio circostante e la comunità. Esempio di iniziative di successo in tal senso sono il MoMA di San Francisco o il V&A di Londra che hanno dato vita alla creazione di “piazze aperte”, non legate all’acquisto del biglietto, che possano diventare punto di ritrovo per ragazzi, famiglie e studenti del quartiere. Tale ruolo nello sviluppo sostenibile della città fa si che anche materiali e tecniche di costruzione assumano un ruolo centrale nella creazione di una mostra in favore di eco-sostenibilità e miglioramento della qualità della vita delle generazioni future.

Un cambio di passo nella definizione dell’offerta culturale di musei e mostre che implica anche un crescente dialogo tra organizzatori, curatori, mediatori culturali e società di allestimento che sono chiamati a gestire progetti sempre più complessi e a dover conoscere ambiti, come quello dei social network digitali, delle politiche sociali locali o della realtà aumentata, sino a poco tempo fa “sconosciuti” in ambito museale.

Cover image concessa da Museo Corporea e Studio GrisDainese.
Fonte e per approfondire: Design At Large, Laura Traldi