02.05.2018

Arredamento italiano nel mercato internazionale

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Alla chiusura del Salone del Mobile, l’arredamento italiano conferma il suo ruolo centrale nel mercato internazionale e un trend di crescita positivo con un focus importante verso l’estero.

I maggiori paesi importatori risultano, anche per quest’anno, gli Stati Uniti, la Germania, il Regno Unito e la Francia. La Cina si attesta come primo esportatore di mobili seguita dalla Germania e, al terzo posto, dall’Italia.

Attualmente l’export nazionale rappresenta il 75% del fatturato totale della filiera arredamento e design, per un valore di 9,5 miliardi di euro.

Il World Furniture Outlook 2018 prevede, per il nostro paese, un miglioramento della domanda estera che dovrebbe quindi portare a un ulteriore incremento delle esportazioni soprattutto verso mercati chiave come il Regno Unito e la Cina.

I principali mercati di riferimento rimangono quello europeo, seguito dall’Asia e dagli Stati Uniti, di cui l’Italia è il quinto fornitore. Per quanto riguarda il mercato russo, che nel 2017 ha registrato una crescita negativa, le previsioni ipotizzano un miglioramento nel corso dell’anno. Più critica la situazione per gli Emirati Arabi.

Se per il commercio internazionale di mobili è prevista una crescita del 3,5% in termini reali, l’Italia dovrebbe chiudere l’anno con una crescita del consumo di mobili pari al 1,3%. Guardando al prossimo biennio la ripresa potrebbe arrivare al 1,6% tra importazioni e consumo.

Anche il successo dell’ultima edizione del Salone del Mobile, che ha registrato unaffluenza record di 434.509 presenze da 188 Paesi e il 27% di espositori esteri provenienti da 33 paesi, conferma il fascino che il Made in Italy esercita anche nel mercato internazionale. Con un’offerta capace di unire qualità e creatività e progetti che coniugano estetica, tecnologia e sostenibilità, la filiera dell’arredamento italiano si conferma un settore solido e in espansione.

Nonostante l’andamento positivo e la crescita della produzione e degli investimenti, la grande sfida per mantenere e aumentare la competitività del mercato del mobile italiano resta quella della digitalizzazione, poiché l’attività omnichannel, strategica per dialogare con il resto del mondo, rimane ancora da sviluppare in molte aziende del settore.